Dedicata alla B.V.Assunta, è con ogni probabilità anteriore alla fondazione
dell’abbazia. Il marchese Adalberto d’Ivrea infatti, nel suo atto di
donazione ai monaci di Novalesa, parla delle "corti di Breme e di
Pollicino", e il termine "curtis" nell’alto medioevo indica un
possedimento fondiario autosufficiente, dotato di mulino, forno, cantina,
officina e, naturalmente, di una chiesa. Il fatto poi che alla chiesa fosse
annesso un battistero testimonia l’importanza che Breme doveva avere nella
zona, come punto di riferimento tra i paesi limitrofi.
La costruzione della chiesa risale presumibilmente ai secc. X - XI,
ma vi si scorgono tracce murarie di epoche precedenti. Lo stile è
tipicamente romanico; la facciata, originariamente "a capanna", venne
modificata nel XIII sec. con il rialzo della navata centrale; alla stessa
epoca risale anche il bel campanile quadrato, situato posteriormente sul
lato sinistro della chiesa. La muratura è principalmente in laterizio,
con mattoni di diverse dimensioni alternati a ciottoli di fiume e sistemati
in modo irregolare, tanto da far ritenere che in origine la facciata fosse
intonacata e, forse, affrescata. Le cappelle laterali, che ampliano il
volume complessivo dell’edificio, sono state aggiunte nel secolo scorso.
Il sottogronda della navata principale e delle navate laterali è ornato
da un motivo in mattoni "a dente di sega", tipico di molte costruzioni
romaniche.
L’interno, molto rimaneggiato, è a tre navate, con abside semicircolare
e senza transetto, come si nota spesso nelle chiese romaniche di area
lombarda. I pilastri che sostengono la navata centrale, in laterizio e
a sezione quadrata, sono affiancati e rinforzati da semicolonne di marmo
(aggiunte nel 1933), come pure le arcate tra i pilastri. Il soffitto a
cassettoni, dovuto anch’esso ai restauri del 1933, sostituì la bassa volta,
neanche quella originaria, costruita nel secolo scorso.
Sempre ai restauri del 1933, dovuti al prevosto don Carlo Ferrandi,
si deve la sistemazione attuale del presbiterio: fu costruito l’arco
che lo separa dalla navata, sul quale sono affrescate figure di santi
che fanno corona intorno alla Vergine Assunta; fu costruito il nuovo
altare maggiore, sovrastato da un alto ciborio; sull’altare un grande
crocifisso sostituì la pala d’altare (di autore anonimo, raffigurante
la discesa dello Spirito Santo sopra la Vergine e gli Apostoli, si trova
attualmente in sagrestia).
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