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È possibile che sul luogo in cui sorse Breme vi fosse un insediamento umano fin da tempi antichissimi: la stessa posizione, su di un dosso alla confluenza tra Po e Sesia, ne fa un sito ideale, al riparo dalle inondazioni e facilmente difendibile da uomini e animali. Non dimentichiamo che la Lomellina, come del resto gran parte della pianura padana, oggi così fertile e così intensamente coltivata, era nell’antichità un alternarsi di foreste e paludi, infestata da lupi e altre bestie feroci, dove gli insediamenti umani erano rari e assai distanti gli uni dagli altri.

Se non abbiamo testimonianze dirette per le epoche preistoriche e protostoriche, diversi ritrovamenti attestano che il luogo era sicuramente abitato in epoca preromana e romana: alcune monete, di cui si hanno solo notizie indirette, sembrerebbero appartenere al tipo della cosiddetta "dracma padana" e quindi riconducibili ad un ambito celtico; notevole poi un frammento di stele funeraria, oggi visibile in un giardino privato, venuto alla luce nel corso di scavi per lavori stradali. Altre iscrizioni, oggi non più reperibili, sono state segnalate dal Mommsen nel suo Corpus delle iscrizioni latine: due frammenti incastonati nel muro della chiesa e una stele dedicata a una "Valeria Dyonisia". Inoltre le quattro colonne della cripta, una delle quali di marmo, potrebbero provenire da qualche costruzione antica.