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La "Sagra di Santa Croce", popolarmente conosciuta come "il dì 'd la festa" (il giorno della festa, cioè la "festa" per antonomasia, in un'epoca in cui di feste ce n'era una sola in tutto l'anno), si teneva originariamente la quarta domenica di settembre; è stata in seguito anticipata alla seconda domenica del mese per permettere agli agricoltori di seguire meglio i lavori della mietitura del riso, che cominciano appunto verso la fine di settembre.
Anticamente era la festa "profana", contrapposta alla festa "religiosa" di San Barnaba, patrono di Breme (11 giugno); ancora una ventina di anni fa, mentre a S. Barnaba c'erano solo le funzioni religiose (la messa solenne, l'esposizione delle reliquie, la processione con la statua del Santo), a settembre si tenevano i festeggiamenti più goderecci: le giostre, le serate danzanti, le merende.
Inoltre, durante la sagra di settembre, si tenevano tradizionalmente le baldorie dei ragazzi chiamati al servizio militare; in un'epoca di guerre più o meno continue, chi partiva per il soldato non sapeva se sarebbe mai tornato a casa: per questo motivo ai ragazzi di leva veniva concessa una settimana di festa sfrenata, chiudendo un occhio su eventuali eccessi. Ancor oggi è rimasta l'usanza che i ragazzi di leva facciano la loro festa, anche se (fortunatamente!) il contesto e il significato non sono più gli stessi.
Il declino della sagra di settembre è cominciato con la nascita della "Sagra della Cipolla", organizzata in concomitanza con la festa patronale di S. Barnaba: man mano che questa cresceva, l'altra perdeva sempre più di rilievo. Da quest'anno si è cercato di rivitalizzarla con un programma un po' più ampio e articolato, nella speranza di ridarle almeno un po' dell'antica importanza.
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